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LA STORIA, IL NOME

Dalle pendici del Monte Ceneri, sulla strada che da Cadenazzo portava al vecchio porto di Magadino, si estendeva la commenda di Contone, una delle sedi storiche dell’Ordine dei Cavalieri di Malta nel Canton Ticino, oggi frazione del Comune di Gambarogno.
In questa zona ormai da tempo bonificata, su terreni profondi, freschi e sabbiosi da tempo dedicati all’agricoltura; dai suoi vigneti, dalle sue uve nobili e antiche, in omaggio ai valori di onestà, dedizione, pazienza e fedeltà alla terra, prende il nome la cantina IL CAVALIERE.

C'ERA UNA VOLTA

Queste terre sono parte della nostra famiglia da generazioni; partendo dal mio bisnonno Pietro, che fondò l’azienda agricola già nel lontano1895; da nonno Aurelio che nell’azienda agricola impiantò il primo vigneto, con una piccola produzione di vino per il consumo domestico, ed insegnò a me bambino la passione per questo antico mestiere, nonchè il segreto, quasi rituale, per imbottigliare al giusto livello i vini rossi; a mio padre Giorgio che incrementò la superficie vignata, applicando, al terreno ed alle piante, nuove mutuate della frutticoltura.
Dal 2000, insieme a mia moglie Tiziana, abbiamo rilevato l’azienda, abbandonato il progetto di colture miste, dedicandoci esclusivamente allaviticoltura e all’enologia.

Abbiamo aumentato la superficie vignata, sviluppando i nostri prodotti con nuove tecniche di vinificazione in un progetto che ha lo scopo di creare tradizione con l’innovazione. Penso che il vino sia prima di tutto passione; trasmettere questa passione, come a me è stata trasmessa, è un obiettivo, il risultato di un lungo lavoro, un successo arrivato in azienda con i miei figli.
Da qualche tempo infatti, in cantina ci affianca anche nostro figlio maggiore Loris, mentre il minore Eros sta svolgendo gli studi di viticoltura.
Grazie a loro e ad una squadra di ottimi collaboratori, riusciamo ogni anno a mantenere e ad incrementare quegli standard qualitativi, diselezione, dedizione e cura, che danno orgoglio a me come produttore e fiducia ai nostri clienti. Spalle ben coperte, piedi ben saldi a terra, lo sguardo rivolto in avanti… ed in mano un calice di buon vino.

DEDIZIONE E INNOVAZIONE

Interrogarsi, migliorarsi, continuare a ricercare, l’onestà di capire gli errori e valutare le potenzialità. Ogni azione deve essere pensata e valutata, poichè fa parte di una filosofia di lavoro, di un progetto che nasce nel vigneto, cresce in cantina e diventa concreto nei nostri vini.
Far sposare innovazione e tradizione dando senso al passato per capire il presente, restando coerenti ai presupposti di cura, attenzione, rispetto per la natura e l’ambiente, qualità del prodotto, selezione e dedizione.

Lavorare la terra e coglierne i frutti, saperli apprezzare, conoscerne i pregi, valorizzarli e limitarne i difetti, per un prodotto che sia unico ericonoscibile; per noi della Cantina il Cavaliere, il vino è un prodotto che cresce, matura nel gusto e nel profumo, con un suo carattere ed un suo modo d’essere.

È così che nascono dai nostri vigneti, vini rossi di puro Merlot come Artù e il più strutturato Riserva; l’eccellenza del Prestige oppure un vino d’assemblaggio come il Galà. Il rosato Delizia che ha nel nome l’aspettativa del gusto. Vini bianchi mai improvvisati come il Loero ed il Lansilò, sfide ed orgoglio di cantina; la linea Gambarogno, punto di contatto col territorio e la sua storia; ed infine le due Grappe di vinacce Merlot al 100% per racchiudere l’essenza di quest’uva.

IL NOSTRO METODO

Ogni scelta etica delinea un metodo che passo dopo passo conduce ad un cammino; questo cammino, nel nostro lavoro, in cantina come in vigna, è racchiuso in ogni goccia del nostro vino.
Osservare la natura, seguire le stagioni ed il clima, accompagnare nella crescita senza forzare il ciclo naturale, si integra ad un insieme di tecniche e conoscenze che vanno a bilanciare l’autenticità dei profumi e del gusto dei nostri vini.
Noi della Cantina il Cavaliere abbiamo fatto una scelta di coltivazione integrata che coniughi ambiente e salute, conoscenza tecnica e produzione, equilibrio e sostenibilità.

Parlare di produzione integrata vuol dire per noi confrontarsi su tecniche la cui conoscenza aveva trovato motivo di giustificazione scientifica ben prima dell’affermazione della chimica in agricoltura.
Il principio su cui si basa questo metodo di coltivazione è la tutela dei raccolti contrastando determinate malattie e parassiti delle piante, senza ricorrere, indiscriminatamente, alla “scorciatoia” della chimica troppo eccessiva ed apportatrice di derivanti “effetti collaterali”.
L’agricoltura integrata o produzione integrata è un sistema agricolo di produzione a basso impatto ambientale che prevede l’uso coordinato, razionale e sinergico di metodi colturali, biologici, biotecnici e fitochimici con lo scopo di ridurre al minimo il ricorso a mezzi ad impatto negativo su ambiente e salute.

La finalità è di coniugare la tutela dell’ambiente con esigenze tecniche ed economiche dei moderni sistemi produttivi, innalzando il livello disalvaguardia della salute di operatori e clienti finali.
Diverse pratiche agronomiche possono essere applicate in modo da creare intorno alle piante un ambiente idoneo al loro sviluppo.
L’agricoltura integrata si applica principalmente negli ambiti di:

  • fertilizzazione biologica equilibrata con un apporto calibrato degli elementi di fertilità secondo il ciclo di vita della sostanza organica per rendere le piante più sane, produttive e più resistenti alle malattie
  • lavorazioni del terreno mediante tecniche conservative con l’obiettivo di prevenire la degradazione e l’erosione del terreno, eliminare erbe infestanti (evitando al massimo il diserbo) e riducendo gli insetti dannosi che si riparano nel terreno
  • regimazione delle acque per impedire i ristagni idrici e i conseguenti eccessi d’umidità, condizione favorevole agli attacchi parassitari
  • uso di fitofarmaci naturali per limitare complessivamente il quantitativo di prodotti liberati nell’ambiente, produrre uve di qualità superiore, ridurre al minimo il rischio di salute dei consumatori e diminuire l’impatto sugli organismi ausiliari (predatori, parassitoidi, pronubi, ecc.).
    L’agricoltura integrata rientra quindi nell’ambito dell’agricoltura sostenibile poichè ottimizza l’utilizzazione di risorse e di mezzi tecnici disponibili per conseguire la quantità di produzione necessaria alla richiesta, producendo vini sani e sicuri, conservando e proteggendo le risorse ambientali.

Dunque una scelta etica per noi naturale.

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Fonte: Swisscom Directories SA